Figli a carico con DSA: quali agevolazioni?
Chi ha uno o più figli con DSA a carico lo sa bene: sostenerli nel loro percorso educativo oltre che nella vita quotidiana rappresenta spesso una sfida economica importante. Visto che costruire l’esperienza didattica di uno studente con DSA richiede delle spese più impegnative rispetto alla norma, il sistema di previdenza italiano prevede delle agevolazioni e delle esenzioni fiscali per le loro famiglie.

Andando oltre, sono previste anche delle misure non economiche che permettono ai genitori di dedicare ai figli il giusto tempo in un percorso educativo che richiede attenzioni speciali. Ma quali sono esattamente? E da chi possono richieste?
In questo articolo vedremo:
Il quadro generale delle agevolazioni esistenti
Prima di passare ad elencare ognuna delle agevolazioni esistenti per i genitori con a carico figli con DSA, è necessario avere il quadro generale in cui esse sono inserite. Innanzitutto, esse possono essere sia nazionali che locali e/o regionali – motivo per cui oltre alle informazioni è bene anche consultare i propri portali regionali per scoprire eventuali bandi e iniziative autonome.
Un altro elemento da tenere in considerazione è che il supporto statale per le famiglie degli studenti con DSA non si ferma esclusivamente al carattere economico, ma può assumere anche forme diverse e non pecuniarie. Ad esempio, in alcuni casi i genitori vengono agevolati sulla gestione del proprio lavoro. Come sapete, infatti, le necessità dei bambini con DSA solitamente spaziano in tipologia, andando dall’acquisto di dispositivi elettronici o materiale personalizzato fino al bisogno di essere seguiti più da vicino.
Le detrazioni nella dichiarazione dei redditi
Partendo dall’aspetto economico, un’agevolazione fiscale che può essere richiesta è la detrazione nella dichiarazione dei redditi del 19% dei costi di strumenti compensativi (riconosciuti dalla legge 170 del 2010) acquistati in relazione al DSA diagnosticato – cui si aggiunge la deduzione ai fini IRPEF delle visite mediche e dell’assistenza specifica. Questo tipo di agevolazione, regolata dalle linee guida in allegato al Decreto Ministeriale (MIUR) 5669 del 2011, può essere richiesta presentando:
- La fattura o scontrino della spesa sostenuta;
- Il certificato medico del DSA specifico del bambino;
- Un certificato medico che dimostri la funzionalità degli acquisti in relazione al DSA specifico.

Entrambi gli alleggerimenti fiscali possono essere richiesti dai genitori con figli a carico fino alla scuola superiore di secondo grado, anche dopo il raggiungimento della maggiore età da parte del ragazzo. Le spese interessate possono essere di diverso tipo:
- Programmi elettronici (in altre parole software) per l’agevolazione a scrittura e lettura oppure per la creazione di mappe concettuali – come Algor Education;
- Programmi e apparecchiature che agevolano la comunicazione per lo studente, così come la traduzione grafica dei suoi pensieri e la fruibilità di informazioni o materiale culturale. Ciò si applica sia a strumenti già esistenti che a strumenti creati appositamente per lo studente con DSA;
- Volumi fisici e virtuali (e-book) che includono formulari e agevolazioni particolari per gli studenti discalculici, cui si aggiungono anche le calcolatrici;
- Strumenti di sintesi vocale o di registrazione, per dispensare lo studente dalla scrittura in aula o dalla lettura in sede di studio.
L’indennità di frequenza
Altro tipo di agevolazione economica, l’indennità di frequenza viene regolata dalla legge Legge n. 289 del 1990 e consiste in un bonus di circa 280€ che viene erogato su base mensile. Esso copre tutti i mesi in cui il figlio frequenta la scuola e può essere addirittura esteso ai mesi estivi qualora venga iscritto a dei centri estivi. Il sussidio è rivolto a diverse tipologie di alunni, minorenni, con certificazione:
- Di disabilità (secondo la legge 104 del 1992);
- Di DSA (ovvero discalculia, disortografia, dislessia, disgrafia);
- Altri disturbi che inficiano l’esperienza didattica, come l’ADHD, quello Borderline Cognitivo o la Disprassia.
Questo tipo di sussidio è pensato per aiutare le famiglie degli studenti con DSA a sostenere le spese di supporto specialistico, come l’assunzione di un tutor dell’apprendimento o il pagamento di sedute mediche specifiche.

Come richiedere l’indennità di frequenza
La richiesta dell’indennità di frequenza segue degli step precisi ben definiti:
- Presso il medico curante del bambino, si richiede e compila il modulo apposito. Va presentata in questa sede la certificazione in questione, accompagnata da eventuali altri documenti riguardanti il DSA dell’alunno;
- Il medico curante invia la richiesta, consegnando al genitore un apposito attestato;
- La documentazione riguardante il DSA (comprensiva di certificazione) va successivamente presentata, assieme all’attestato rilasciato dal medico, ad un sindacato (come i CAF). I tempi massimi sono 30 giorni dalla data riportata sull’attestato di richiesta rilasciato dal medico;
- Entro massimo 6 mesi arriverà una lettera di convocazione della commissione medica dell’INPS, che procederà a valutare il caso specifico dell’alunno;
- L’indennità – salvo imprevisti – viene dunque riconosciuta dall’INPS.
Questa procedura va completata una sola volta, poiché per ogni anno scolastico successivo sarà necessario ma sufficiente inviare all’INPS un’autocertificazione di iscrizione dell’alunno ad un corso scolastico.
I limiti dell’indennità di frequenza
Bisogna però fare attenzione, perché la misura presenta alcuni limiti: oltre a minorenne, lo studente deve anche essere cittadino italiano o detentore di un regolare permesso di soggiorno. In aggiunta, il reddito annuo (che verrà calcolato dal CAF o dal sindacato scelto) deve rispettare una soglia massima che varia di anno in anno – e si attesta generalmente attorno i 4.900€. La procedura di richiesta ha costi variabili da regione a regione e si aggira solitamente attorno ai 70€.
Inoltre, la semplice diagnosi di DSA non è di per sé sufficiente all’ottenimento dall’indennità di frequenza. L’accertamento effettuato dall’INPS nasce infatti dalla necessità da parte delle istituzioni di accertare che lo studente sia penalizzato nello svolgimento delle attività scolastiche – sia autonome (come nei compiti per casa) che tra le mura della scuola. Ciò viene in particolare sottolineato nella legge di riferimento, che cita “difficoltà persistenti” in relazione ai livelli attesi per l’età dello studente in questione.
Agevolazioni sul lavoro
Oltre alle agevolazioni economiche, i genitori di studenti con DSA possono usufruire anche di alcune misure pensate per conciliare al meglio l’ambito lavorativo con le necessità specifiche dei figli. In particolare, i genitori hanno diritto ad avere orari lavorativi flessibili – a patto che siano direttamente coinvolti nelle attività di supporto educativo al figlio al di fuori dell’orario scolastico. Oltre che per l’assistenza nel percorso formativo, questa misura può essere sfruttata anche per accompagnare il figlio ad apposite visite mediche collegate al suo DSA, che possono variare da quelle psicologiche fino a quelle logopedistiche.

Questa misura venne introdotta dalla legge n. 170 del 2010 ed è indirizzata solo agli studenti più giovani – ovvero fino all’ultimo anno di scuola secondaria di primo grado. Per avere un quadro di riferimento più specifico, questo diritto viene regolato dai contratti di lavoro nazionali stilati dal CCNL tenendo conto anche delle necessità specifiche delle famiglie con figli a carico diagnosticati DSA.
Articolo di Nina Komadina, content creator.