Uno sguardo da vicino alle misure dispensative per DSA
Spesso le misure dispensative vengono inserite in quadri (e articoli) più generici che comprendono anche gli altri mezzi formativi implementati nei riguardi degli studenti con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA). Nonostante sia importante avere un quadro di riferimento generico sull’universo degli strumenti utilizzabili per gli alunni con necessità educative specifiche, è altrettanto centrale conoscere da vicino le misure dispensative.
Le domande che spesso sorgono agli insegnanti in fase di redazione del Piano Didattico Personalizzato (PDP) sono infatti varie e vanno affrontante per offrire ad ogni alunno un’esperienza educativa ottimale. Quali sono le migliori misure dispensative per i DSA? Quanta libertà di movimento c’è nella loro modifica e formulazione? La scuola è l’unico attore ad avere voce in capitolo?
In questo articolo vedremo:

Cosa sono le misure dispensative
Le misure dispensative vengono introdotte dalla legge 170 del 2010 assieme agli strumenti compensativi e alla redazione del Piano Didattico Personalizzato (PDP). Esse fanno parte di una rosa di strumenti che vengono messi in atto per garantire agli studenti con DSA un percorso educativo davvero funzionale e quanto meno irto possibile.
Come indicato dal nome stesso, le misure dispensative consentono agli alunni che ne necessitano di essere sollevati dai compiti in cui sono penalizzati dal disturbo specifico che hanno. Al contrario di quello che alcuni pensano, esse non vanno interpretate come un vantaggio dato ad alcuni studenti, ma piuttosto come dei mezzi che consentono l'eliminazione di uno svantaggio.
Ma perché usiamo la categoria ampia di "alunni che ne necessitano"? La legge 170 del 2010 prevede l'obbligo da parte della scuola di stabilire delle misure dispensative per gli studenti con una diagnosi di DSA, ma permette la loro estensione facoltativa anche a quelli con Bisogni Educativi Speciali (BES). La ratio è di includere e valorizzare ogni studente, sempre garantendo di diritto un piano personalizzato a chi presenta un certificato.
Misure dispensative per DSA: quali sono?
Le misure dispensative sono molte e non seguono un elenco specifico - anche perché vengono solitamente adeguate alle specificità dell'alunno. Una delle loro caratteristiche fondamentali è infatti la flessibilità: non solo possono essere aggiunte e tolte dal PDP quando necessario, ma possono anche essere modellate ad una ad una in base al livello di difficoltà riscontrato dall'alunno. Questo tipo di libertà consente l’adozione di un metodo didattico fatto a misura, creato ad hoc in base alle specificità del caso affinché non ci siano inutili briglie a vincolare un percorso educativo autonomo e personalizzato.
Misure dispensative generiche
Alcune misure dispensative possono essere applicate a tutti i DSA, perché cercano di alleggerire il carico didattico sullo studente. Esse sono:
- Ridurre o eliminare limitazioni di tempo;
- Evitare valutazioni a sorpresa;
- Ridurre la mole del materiale di studio, dei quesiti in fase valutativa o delle consegne per casa.
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Misure dispensative specifiche
Esistono delle misure dispensative pensate appositamente per chi ha dislessia, disgrafia e disortografia. Esse comprendono:
- Privilegiare domande a crocette o comunque risposta chiusa;
- Evitare compiti di lettura ad alta voce o scrittura sotto dettatura;
- Privilegiare le prove orali a quelle scritte;
- Consentire l'uso di un solo carattere (solitamente lo stampatello maiuscolo) per prove scritte e compiti a casa;
- Esentare dalla "bella copia”;
- Non valutare errori ortografici e bella grafia.
Per quanto riguarda invece la discalculia, il PDP potrà prevedere l'esenzione da:
- Memorizzazione di formule e tabelle;
- Apprendimento mnemonico di concetti astratti e lo complessi;
- Ricopiatura di testi non schematici o lineari;
- Utilizzo di pezzi di carta o fogli separati in modo che lo studente possa "compartimentare "i vari compiti e le competenze necessarie per svolgerli.
Misure dispensative o strumenti compensativi?
Le misure dispensative sono un classico esempio di concetto che diventa molto più chiaro quando comparato con il suo contrario: gli strumenti compensativi. Sebbene il loro utilizzo sia congiunto e complementare, infatti, essi nascono con obbiettivi specifici diametralmente opposti. Com’è ovvio, però, il fine ultimo di entrambe le tipologie di supporto è quello di dare vita ad un’esperienza educativa ottimale per gli studenti con DSA, portandoli idealmente alla totale autonomia di apprendimento.
Da un lato, gli strumenti compensativi sono dei mezzi aggiuntivi che vengono offerti allo studente per essere agevolato in fase di studio, per essere reso autonomo ed efficace. Dall'altro, le misure dispensative affrontano solitamente i problemi riscontrabili in sede di valutazione. In aggiunta, mentre le seconde lavorano - come già visto - "in negativo" ed esentando lo studente, i primi lo supportano tramite strumenti addizionali slegati dalla fase di verifica in senso stretto.
L’alunno al centro di un sistema di supporto
Nella vita scolastica – e in generale educativa – di uno studente gli attori ad avere un ruolo centrale sono molti e diversificati: non solo la scuola e i professori, ma anche famiglia, professionisti ed eventuali figure di supporto aggiuntive (come i tutor dell’apprendimento). Ognuna di queste parti può giocare un ruolo fondamentale nella determinazione di un percorso formativo positivo per l’alunno, sia generalmente supportandolo che in sede di redazione del PDP vero e proprio.

Gli strumenti compensativi e dispensativi vengono generalmente stabiliti dagli insegnanti, che sono tenuti a conoscerne i punti di forza e debolezza, ma possono essere suggeriti anche dalle altre figure sopra citate. È poi importante che tutti gli adulti di riferimento del bambino o ragazzino siano al corrente delle loro modalità di utilizzo, in modo tale che ci sia continuità di apprendimento nei diversi ambienti che frequenta.
Nello specifico, la famiglia e gli specialisti di supporto rappresentano solitamente l’ambiente ottimale in cui capire se l’alunno trae davvero vantaggio dalle misure dispensative messe in atto. Diventa così cruciale stabilire un rapporto di comunicazione sincera e senza filtro tra adulto e bambino, in modo tale che gli strumenti valutativi tengano davvero conto delle difficoltà riscontrate dall’alunno – che molto spesso hanno un carattere fortemente soggettivo.
Articolo di Nina Komadina, content creator.